TONINO GUERRA – IL MIELE

TONINO GUERRA

IL MIELE
E’ MÉL Poema
Maggioli Editore. Rimini, 1981

Lettura di Luigi Maria Corsanico

“La voce vera di questo poeta è una voce in prima persona, e in dialetto. È il suo un dialetto che, nella versione italiana, si conserva indenne o quasi indenne; è un linguaggio di gran forza, ruvido e concreto; e vi si disegna una fisionomia assorta, lunatica, visionaria, un essere che guarda il mondo da un solo angolo, e discorre soltanto con se stesso: e discorrendo soltanto con se stesso, dice parole destinate a tutti, e in cui è riflessa l’esistenza umana.”

[NATALIA GINZBURG, Il libro dell’anno: Il miele di Tonino Guerra, in “Paese Sera”, 1981, Archivio T.Guerra.]

Tonino Guerra – Quattro Poesie

Tonino Guerra
Quattro Poesie
(2011)
da: TONINO GUERRA
L’INFANZIA DEL MONDO
OPERE (1946-2012)
a cura di Luca Cesari
CLASSICI BOMPIANI


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Musica di Nino Rota
da: “Fantasmi a Roma”


ToninoGuerra, fotografato da Fabio Lovino

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LA CATTIVERIA

Sono molto avvilito
perché mi manca la cattiveria.
Bisogna che butti via
quelle leccate di roba dolce
che coprono le mie parole.
Voglio dir male di tutto.
Anche della vita? Della vita
no, è sempre bella
anche quando piango.

IL CILIEGIO

C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.

QUEL SENTIERO

Quel sentiero fangoso
dove fiorivano
i nostri incontri
è diventato una strada
nera d’asfalto, con le macchine
che corrono a palla di schioppo
e non ci siamo più noi
a camminare piano piano
per dirci delle parole sottovoce.

I SASSONI BIANCHI

Non so se ti ricordi
quella punta del porto
di Rimini fatta di sassoni bianchi
per fermare le onde del mare.
Eravamo lì a prendere il sole
io qui e tu un po’ più in là
senza dirci una parola.
È stato il lamento di un gabbiano
che ci ha spaventati e ci siamo messi
a parlare e poi abbiamo fatto tutto il resto.