Mario Luzi – Muore ignominiosamente la repubblica

Mario Luzi – Muore ignominiosamente la repubblica
Da: «Segmenti del grande patema»
una sezione di “Al fuoco della controversia”, Garzanti. 1978

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arnold Schönberg
Piano Concerto, op.42 (excerpt)
piano, George Hadjinikos
Orchestre National de la RTF
conductor, Dimitris Chorafas

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Muore ignominiosamente la repubblica.
Ignominiosamente la spiano
i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti.
Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto.
Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani,
si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli.
Tutto accade ignominiosamente, tutto
meno la morte medesima — cerco di farmi intendere
dinanzi a non so che tribunale
di che sognata equità. E l’udienza è tolta.

Mario Luzi – Sulla riva

Mario Luzi – Sulla riva
ONORE DEL VERO
Neri Pozza Editore
Venezia
1957
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Robert Schumann, Bunte Blätter, Op.99
Albumblätter I: Ziemlich langsam, sehr gesangvoll
Vladimir Ashkenazy

Foto: Mareggiata sul molo Audace,Trieste (dal web)

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I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto…
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Mario Luzi – So da sempre che vieni

So da sempre che vieni
Mario Luzi

da: Sotto specie umana
in: Poesie ultime e ritrovate
a cura di Stefano Verdino
Garzanti , 2014

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin
Op. 11: Prelude No. 11 in B Major (Allegro assai)
Matthieu Idmtal, piano

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So da sempre che vieni
pure non ti prevedo
mai, m’arrivi, tu, nota,
di sorpresa – e che improvviso
festosamente si rinnova!
Nota,
al mio primo tocco sfidi
il rosario delle altre,
m’inalzi e mi frantumi
una cupola di sonorità nel cuore,
mi crosci in un diluvio
che non cala, monta
in alto, vaga
oltre i confini
del desiderio e del dolore.
Però si ricompone
mia, non mia, nell’aria
una lunga storia umana
e la sua eco,
entra nella tua luce
l’ombra della mortalità
e tu la fai
e non la fai dimenticare.
Si avvolge su se stesso, ascende
nelle sue volute il tempo,
dove? in voragini si perde,
in azzurre e nere
eclissi si inabissa
per la sua riapparizione
dopo, quando tempo non è più
ma cosa? d’altro e identico…

Questa felicità – Mario Luzi

Mario Luzi – Questa felicità
da “Onore del vero”, Neri Pozza Editore, 1957

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin, Preludes Op.11 – No.10
Vladimir Sofronitsky

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Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.

Mario Luzi – Prima di primavera, ma poco

Mario Luzi – Prima di primavera, ma poco
Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Erik Satie: Gymnopedie No 1 – for flute cello and piano
Mate Palhegyi – flute
Balazs Kantor – cello
Szilvia Elek – piano

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Prima di primavera, ma poco,
si diffonde la sua acquosa luminescenza
e quel chiaro e quell’alone sui monti,
quel trepidare dell’aria, quel vibrare delle immagini
di là da quella garza
di indicibile festività, schermate
e accese da essa, quel fulgore
dell’effimero
esultante a un tratto di esserlo – vigilia,
vigilia incolmabile
di nessun avvenimento –
c’è
non so in quale ricordo,
ma c’è detta dall’erba
questa nota
di non so che perduto monocordio –
pensa lei raggiunta in tutte le cellule.

MARIO LUZI – Infra-Parlata affabulatoria di un fedele all’infelicità

MARIO LUZI
Infra-Parlata affabulatoria di un fedele all’infelicità

“Poesie ultime e ritrovate” a cura di Stefano Verdino, 2014
Garzanti
i grandi libri/ POESIA

Introduzione tratta da: Giuseppe Conte
Il Giornale del 11/02/2009

Ricerche a cura di Marcello Comitini

Presentazione e lettura del testo: Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt
Tabula rasa – 2. Silentium: Senza moto ·
Göteborgs Symfoniker · Erik Risberg

MARIO LUZI – ALLA MADRE

Mario Luzi – Alla madre, 1942
© Mario Luzi, Un brindisi, Sansoni, Firenze 1946

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin
Prelude in B major, Op 11 No 1
Yuja Wang, piano

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Forse, infranto il mistero, nel chiarore
del mio ricordo un’ombra apparirai,
un nonnulla vestito di dolore.
Tu, non diversa, tu come non mai:

solo il paesaggio muterà colore.
In un nembo di cenere e di sole
identica, ma prossima al candore
del cielo passerai senza parole.

Io ti vedrò sussistere nel vago
degli sguardi serali, nel ritardo
dei fuochi che si spengono in un ago
di luce rossa a cui trema lo sguardo.
1942

MARIO LUZI – APRILE – AMORE

LUZI
LE POESIE

Volume primo
GARZANTI i grandi libri / POESIA
Primizie del deserto
III. Aprile-amore, 1951

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Franz Schubert, Piano Sonata in A major D.959: II. Andantino
Eric Lu, piano

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Il pensiero della morte m’accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l’erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe ed impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.

Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos’è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.

Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l’esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m’aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole!

È incredibile ch’io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.
L’amore aiuta a vivere, a durare,
l’amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s’annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre questo attimo.

Mario Luzi – Osso

Mario Luzi
da: Poesie ultime e ritrovate. Garzanti i grandi libri / POESIA
SOTTO SPECIE UMANA (1999)

  1. Promenade humaine I
    Osso

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Paul Hindemith
Trauermusik per Viola e archi (1936)
Yuri Bashmet, viola
Solisti di Mosca

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Che fai, terra, ti celi
o ti riveli
ti neghi
o ti concedi
all’uomo
ai suoi pensieri
ai suoi
imprendibili desideri?
oppure li ignori
e anche lui
ti ignora, e non lo crede,
vedi, ti chiede i suoi piaceri,
ti strappa i tuoi tesori, è vero,
però ti disconosce
e non gli pari
né amica né consorte,
solo avara
depositaria dei suoi averi,
solo arcigna
e vorace custode dei suoi ieri.
Ed ecco li rivuole
lui i suoi cimeli,
le sue memorie:
poi di nuovo ti usa
e ti affida le sue ceneri,
sempre trascura i tuoi misteri.
E io osso sepolto e dissepolto,
di chi sono,
dell’uomo
o tuo, terra, che umile
e ingorda m’hai pulito
e custodito,
o dell’unico
umoroso pathos –
Si scisse
ad opera del male
questo e della pena
e anela
forse alla ricongiunzione piena.
Venga,
oh venga presto irreversibilmente.

MARIO LUZI – NON ANDARTENE

Mario Luzi
Non andartene

da “Dottrina dell’estremo principiante”
Garzanti, Milano, 2004

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Samuel Barber – String Quartet in B minor Op. 11
Adagio
Dover Quartet

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Non andartene,
non lasciare
l’eclisse di te
nella mia stanza.
Chi ti cerca è il sole,
non ha pietà della tua assenza
il sole, ti trova anche nei luoghi
casuali
dove sei passata,
nei posti che hai lasciato
e in quelli dove sei
inavvertitamente andata
brucia
ed equipara
al nulla tutta quanta
la tua fervida giornata.
Eppure è stata,
è stata,
nessuna ora
sua è vanificata.