MARCELLO COMITINI – AMPLESSO D’AMORE

Marcello Comitini
Amplesso d’amore © 2 luglio 2020

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Auguste Rodin- L’Éternelle idole

Café 1930 – Astor Piazzolla
Javier Albares, cello
Marisa Gómez, chitarra

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Amplesso d’amore © Marcello Comitini

Tra le mie braccia, rondine taciturna
porti sulle ali
il profumo bianco del gelsomino
e luce ai passi lievi
che ci guidano nelle notti d’amore.
Nello stupore silenzioso della stanza
i nostri corpi navigano ebbri
sulle onde d’armonie profumate.
Come rondine che freme
se il vento la sfiora
carezzo le tue spalle di velluto
con le dita spingo la tua veste
che scivola lentamente
seta sulla seta
lucente del tuo corpo.
Sento l’aroma soave della magnolia
quando affondo la bocca nei tuoi capelli
le mie mani seguono
i lineamenti luminosi del tuo viso
girano intorno alle tue labbra
come gabbiani in cerca del nido.
La nuvola leggera della tua veste
s’arresta palpitante intorno ai seni.
Poi scivola inattesa
svela due rose profumate
nel pallore delle stelle.
Esita ancora come un drappo
alla curva morbida dei fianchi.

Perché tu possa sentire il mio cuore
più vicino delle mie mani
piego le ginocchia
poggio la fronte sul tuo ventre
accosto la bocca
alla freschezza del piccolo e roseo
fiore dell’ombelico.
Spingo via la veste
dai tuoi lombi sodi come frutti
e la coppa delle mie mani è colma
della polpa carnosa della mela.

Perché i nostri corpi si lascino
sommergere dalla marea dei desideri
cresciuta sulle onde
impetuose dei nostri baci
carezzi la mia nuca con le tue dita di giunco
baci le mie labbra con la punta dei seni
affondi il mio viso nel loro solco.
La veste scivola ancora scoprendo
il pube e le tue gambe
colonne di tenerezza
che s’innalzano da ciottoli lucenti
come ruscelli separati da una fonte
che le cosparge di viole e di rugiada.
Le mie dita seguono lievi
la curva del tuo ventre
e si smarriscono nell’umida macchia
di muschio e capelvenere.

Tutto di te
mi è noto e tutto è sconosciuto:
il tuo collo flessuoso
che le mie labbra sfiorano
come farfalle che volteggiano sul miele
l’incanto profumato delle spalle
la curva dei tuoi seni
il solco lungo la schiena
che scende a illuminare la misteriosa
fragranza del desiderio.

Distesi come le onde che si cullano sulla sabbia
a te mi stringi con dolcezza
col tuo corpo copri il mio corpo
d’umide alghe
perle lucenti grappoli di stelle.
E mi guardi sorridendo come fossi un dio.

Tutto di te mi dice vita e desiderio. Tutto.
Tutto di me dimentico.

Tu sei l’ansimare del mio respiro roco
le unghie che mi infiggi nella carne.
Io sono nei tuoi occhi umidi d’amore
sulle tue labbra che fremono alle mie carezze.

Tutta ti smarrisci nella felicità di ritrovare
la fragranza del tuo nido, rondine taciturna
che il mio amore va colmando con la dolcezza
del garofano penetrante.
Tutto me smarrisco
sulle mandorle molli della tua bocca
sul tuo corpo profumato di astri
fra i tuoi capelli neri come la notte
fra le gambe che ansante apri
e lasci penetrare nel solco palpitante della vita
il seme della mia.

E all’alba ci ritroviamo
nella luce dei nostri sguardi
nella sostanza infinita che ci circonda
e colma dei nostri desideri ci ricorda
quanto profonde siano in noi
le radici misteriose della notte.

2 luglio 2020

Marcello Comitini – Ode al cane con l’uomo

Marcello Comitini
Ode al cane con l’uomo
© 15 giugno 2020
testo: https://marcellocomitini.wordpress.com/2020/06/15/ode-al-cane-con-luomo/
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Andrea Carella, Ritratto di uomo con cane. 2018

Erik Satie – Gnossienne no. 1 for Alto Flute and Piano
Piano, Paolo Bertolotto
Alto flute, Luke Pickman

MARCELLO COMITINI – IL TRAVAGLIO DEL TEMPO

IL TRAVAGLIO DEL TEMPO
© MARCELLO COMITINI. 28 maggio 2020
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Piet Mondrian
Self portrait, 1912

Frederic Chopin – Prelude in E minor Op.28 No.4
Eric Lu, piano

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Luigi carissimo, mi avevi annunciato la tua intenzione di leggere questi versi. E io dubitavo della loro validità. Ma la tua lettura ha messo in luce il vero nocciolo della nostra vita che i versi racchiudono: il tempo che inesorabilmente passa e ci mostra sempre più chiaramente il suo volto, macerato dal suo trascorrere, sempre più simile a quello che apparirà nel momento finale. Non è il mio commento uno di quelli fondati sulla “forma emotiva” ma sulla sostanza della nostra vita. L’immagine e la musica in sottofondo, che hai posto a corredo della lettura, si legano perfettamente al contenuto dei versi, ne fanno un tutt’uno che vibrano di malinconia nei cuori di chi li ascolterà. La malinconia, che a prima sensazione appare come un’acqua stagnante, qui si fa vento che fa vibrare i “vecchi alberi” della nostra anima. Ed è la tua voce che vibra insieme al vento!” . Marcello.

Il travaglio del tempo
© Marcello Comitini

Il travaglio del tempo
tesse in ogni mio gesto un’ombra
la rende sempre più vasta
come una nuvola gonfia di tempesta.
Squarcia il sapore della vita
si scaglia contro promesse folli.
Sentendola alle spalle mi chiedo
se sia un’ombra o un incubo.
La immagino ed è bianca
come le lenzuola di ogni notte.
Quando mi appare innanzi
la guardo in silenzio
e gli occhi le diventano rossi.
Vedo le sue mani magre
il suo cuore
un grappolo di pietre
sepolte dalla cenere.
Tracce di sale sulle labbra
che mi sorridono illividite
e schiudono le porte del lamento.
La lingua
pugnale sottile
i denti
aratri aguzzi
si staccano dal palato
mi penetrano nelle ossa
mi feriscono alle spalle.
Fingo d’ignorare la sua esistenza
ma lei insiste
ad accarezzarmi il tremore
incerto delle mie mani.
È il senso che manca
– le dico – . Ma non importa.
Le mani seppellite nelle tasche
continuo la mia strada.

Come un cane cieco
inesorabile mi segue.

28 maggio 2020

MARCELLO COMITINI – TACHE ROUGE PER VIOLINO

Marcello Comitini – Tache rouge per violino
Quarto Giorno
© Copyright 2018 Marcello Comitini – Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alfred Manessier
LA TACHE ROUGE, 1971

Joaquin Turina
Violin Sonata No. 1 in D Major, Op. 51
Piano: Juan Escalera
Violin: Macarena Martínez

per il testo: https://marcellocomitini.wordpress.com/2016/06/28/tache-rouge-per-violino/

Quarto Giorno, di Marcello Comitini – Alessandria today @ Web ...

MARIO LUZI – RUGHE

Mi è venuto in mente, ascoltando questi versi ricchi di musicalità e di pensieri segreti, il commento di un tale che, avendo acquistato sul web il volume Poesie ultime e ritrovate, si lamentava di un poeta che “scrive parole prive di senso”. E tale può apparire a chi non conosce la poetica di questo Grande Poeta, se pone attenzione alle parole di questa poesia, in particolare a queste : “denti neghittosi/e morbidi”. Ma se conoscesse il cammino poetico (spesso doloroso e travagliato) che Luzi ha percorso durante la sua vita, capirebbe il vero senso di questa espressione. Non sono i denti fisici, che scopriamo ridendo, ma quelli dell’ “anima assente” alla coscienza e dunque neghittosa e morbida, che tollera i limiti umani dai “sospiri ciechi”, dai volti indifferenti, dalle “labbra lente” che “macerano antichi veleni”. In questa atmosfera di indifferenza, che la poesia crea magistralmente, l’universo appare privo di ogni colpa, “fin quando/da una buia ferita una creatura/mutata in ombra prenda a singhiozzare.”. Basta l’ombra di una buia ferita a scuotere l’anima non più assente. Per me che leggo questi versi, mi appare, più che una certezza, una speranza che sempre ha alimentato la coscienza di Luzi.
Alla fine di ogni lettura, scelta da Luigi, non posso che ringraziarlo dell’opportunità che offre a chi lo segue di affrontare il vero tema della cultura in generale e della poesia in particolare, stimolando il gusto letterario per la vera Arte, quella che ci fa riflettere e ci invita a guardarci intorno e a scoprire il valore dei simboli
.

Marcello Comitini, 20 maggio 2020

Mario Luzi – Rughe (1944)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

LUZI
LE POESIE
Volume Primo
GARZANTI / I GRANDI LIBRI / Poesia

I. Il giusto della vita
UN BRINDISI
Affetti

Erik Satie – Gymnopédie No. 1
Piano – Paolo Bertolotto
Alto Flute – Luke Pickman

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Rughe (1944)

L’anima assente, ovunque mi rivolga
è un rigore che assidera le forme
nel vuoto dello sguardo,
l’uomo, un muto consistere d’aspetti
nell’eterna imminenza,
il perenne variare delle fonti.
Un incerto sorriso dissimula il terrore
ed esala fra i denti neghittosi
e morbidi l’oscuro sogno umano.
Sospiri ciechi, aneliti,
volti non più istigati fra i muri e fra le piante.
Le labbra lente macerano antichi veleni
nell’effimero blu della campagna.
Stanno i corpi pazienti,
cresce la sera arborea fra le nubi
e l’universo è incolume fin quando
da una buia ferita una creatura
mutata in ombra prenda a singhiozzare.

CHARLES BAUDELAIRE – A UNA PASSANTE

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Quadri parigini (Tableaux parisiens)
XCIII
A UNA PASSANTE
(À une passante)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Lionello Balestrieri
Une femme dans une rue parisienne de nuit, 1924

Parisienne sur la place de la Concorde
Jean Béraud, vers 1885

Maurice Ravel, Prélude en la mineur
Katia Labèque, piano

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Intorno mi assordava la strada con clamore.
Alta, magra, nel lutto di un dolore maestosa,
una donna che passava, con elegante mano
sollevò l’orlo della gonna vaporosa:

una gamba armoniosa, agile e scultorea.
E io, io bevevo, teso come un ossesso,
nel cielo livido dei suoi occhi, dove germina l’uragano,
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo … poi la notte! Fuggitiva bellezza,
il cui sguardo mi ha fatto rinascere all’improvviso,
mai più t’incontrerò che nell’eternità?

Altrove, troppo tardi, certo più lontano, forse giammai!
perché ignoro dove fuggi, e tu non sai dove vado,
tu che avrei amato, tu che lo sapevi!

MARCELLO COMITINI – RUA GARRETT

Rua Garrett ©2020
di Marcello Comitini

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Heitor Villa-Lobos, Prelude No. 5
Nicholas Petrou

immagini dal web di proprietà degli Autori

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Rua Garrett © Marcello Comitini

Seduto da solo al tavolino del bar
senza ambizioni né desideri
triste e quieto penso
alle sale d’attesa piene di sogni altrui
e le ricopio in versi sul foglio del mio pensiero.
Nelle lunghe giornate di sole seguo
il vostro passarmi accanto
come vigili mummie dai visi riarsi,
le ragazze con le labbra assetate d’amore
che ridono eternamente giovani
e i bambini vocianti che mangiano un gelato alla fragola.
Ma in fondo alla strada
è il vento lieve come una farfalla
che mi porta il profumo della natura
e un interminabile tramonto
nel susseguirsi delle stagioni.
In compagnia del silenzio sento
il lento scrosciare della pioggia sul selciato
e nella notte sotto lo sguardo muto dei lampioni
il sonno delle vetrine sbarrate dalle serrande
mi ricorda come sono stati i miei anni.
Nulla intorno mi distrae dal pensare
alle speranze ingannatrici del mio passato
ai sogni inutili di un futuro immaginato.
Il vecchio Ribeiro che mi sta di fronte
sul suo alto monumento di marmo
si compiace delle sue trovate argute
e si congeda con un sorriso ironico.
Quando il sole brilla pesante nell’azzurro
qualcuno sorridendo mi siede accanto
finge di conversare con me e mi chiede
come mai le mie parole ardono ancora
tra incanto e cupa contemplazione.
Con il braccio poggiato sul tavolino taccio
come una cosa dimenticata
che vede in sé stessa
la disperazione del nulla.
Prima di allontanarsi mi stringe la mano
sospesa tra il cuore e la mente come un airone
che porta via i sentimenti
verso un cielo dove si mescolano
illusioni e dolore.
Non posso guardarvi negli occhi
e se potessi vi guarderei senza vedervi.
E se vi vedessi quanto lontano
sarei dai vostri pensieri!
Nel bronzo che m’imbalsama il corpo
nell’immobile parvenza di vita
il mio cuore paziente
come il ragazzo che spesso ho rimpianto
palpita ancora per vendicarsi
d’averlo negato con la stessa passione
con cui si nega Dio.
Mi levo l’ampio cappello augurandovi
buon sole e la pioggia se necessaria.

MARCELLO COMITINI – L’ALTROVE DELLA LUNA

Marcello Comitini
L’altrove della luna
©2019

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Erik Satie, Caresse
Piano, Bojan Gorisek

immagini dal web

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Lievemente sfumata dalla cecità del sole,
tu figura lontana come l’alba
mi vieni incontro con la luce soave del tuo corpo
nell’opaco specchio del tempo
non ancora consumato dalla mia memoria.
Vicino a me il tuo viso appare
nei vetri oscuri della stanza spoglia
dove attendo la tua veste con il fruscio del volo
e il biancore inargentato della luna
ora che la notte è scesa
sulla città e le case accendono
rade finestre – la mia è rimasta buia.
Tra i riverberi miti dei sorrisi
e il rosso delle labbra che spezza il mio silenzio
chiedi l’amore di uno sguardo, una carezza in sogno.
Ma so che sei altrove e il cuore batte stanco
e di pietà per la mia pena.
Ora che sei davvero più lontana
della nuvola perduta nell’azzurro del suo cielo
e la sospinge il vento, la dilania col suo aspro soffio
in figure astratte che mai avremmo immaginato,
tu mi sei vicina
perché così è la storia di due anime che non sanno
come incontrarsi quando nella notte
incerta ed ingannevole la luna guarda altrove.

Marcello Comitini
L’altrove della luna ©2019