MARCELLO COMITINI – INGANNO

Marcello Comitini – Inganno
Marcello Comitini
Terra Colorata
Poesie
© Copyright 2014
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt : Lamentate / Olga Scheps, piano
Lithuanian National Symphony Orchestra

Fotografia di Remus Tiplea di proprietà dell’Autore

~~~~~~~~

Quando la stanza che sto per lasciare
guarderò dopo una triste malattia
e fuori dalla finestra abbagliata dal sole
i passeri canteranno il loro semplice addio
voi non mi chiederete io non potrò narrarvi
cosa prova un uomo nel momento in cui muore.
Forse l’angoscia di scendere nel vuoto
Forse la gioia d’incontrare la vita.

Ma se fosse un cadere nella terra buia
e vermi rosicchiassero l’anima immortale?

Vorrei non pensare che la morte è soltanto
colei che lentamente sillaba il mio nome
dentro il buio di un pozzo e lascia svanire
lo sciame di parole che mi ronzano in cuore
cercando l’amore che mi avrebbe salvato.

Ma forse è l’amore il terribile inganno
che brilla quando in cielo si oscurano le stelle.

Marcello Comitini – La memoria

Marcello Comitini
La memoria © 3 aprile 2021
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Maurits Cornelis Escher
“Mano con sfera riflettente” (1935)

JS. Bach, Prelude No.8 in E flat minor BWV 853.
Leopold Stokowski / Czech Philharmonic Orchestra

~~~~~~~~~

Come se la mia memoria avesse l’occhio
enorme e folle di un ciclope
mi passano dinnanzi ombre dritte e mute
che sopravvivono come alberi
che hanno lasciato cadere le foglie
e ora tendono verso l’alto
le braccia magre e grinzose.
Sotto un cielo di cenere si allontanano
assieme al paesaggio che fugge all’indietro
nel riquadro del finestrino all’uomo affacciato
dal treno dei miei anni. Vedo
le ombre in lunghi filari. Rimangono e passano
come lento gregge al pascolo
nel grigio soffio dell’aria.
Una si trasforma in rosa
ormai appassita da tempo
che misteriosamente ancora
m’inebria con la sua fragranza.
Una in tenue stella nella vastità del buio
scaglia il suo raggio dritto e luminoso
nell’occhio della mia memoria.
Un’altra ha la punta dolorosa di spina conficcata
nelle ali del mio cuore.
Alcune vestono parvenze umane
nei loro abiti di cerimonia o di lutto,
nei sudari di morte o di vita.
M’inondano i sensi le loro lacrime
malinconica luce per l’occhio,
o le loro risate suono melodioso per l’orecchio.
Si sommano i giorni agli anni. Immobile sul loro correre
non mi stanco del paesaggio dietro i vetri
illuminato dal sole o appannato dal gelo.

Marcello Comitini © 3 aprile 2021 La memoria

MARCELLO COMITINI- UN SASSO NERO

Marcello Comitini – Un sasso nero
dalla raccolta Il fiato del mondo, 2015 – Marcello Comitini ©
da qui: https://marcellocomitini.wordpress.com/2019/02/27/un-sasso-nero/

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Glenn Gould plays Johann Sebastian Bach’s Partita no.6 in E minor, BWV830

immagine dal web di proprietà dell’Autore

12 marzo 2017 : inizia la preziosa amicizia con il poeta Marcello Comitini.

Grazie Marcello!

Marcello Comitini ©
Il miele dei ricordi

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Francis Lai – Le passager de la pluie
Immagini dal web di propietà degli autori

~~~~~~~

Una ragazza dagli occhi neri e lucidi
tiene per mano il vecchio che le cammina a fianco
strascicando attento i suoi ricordi.
Tiene una sedia ripiegata sottobraccio
come un libro chiuso nell’attesa di una sosta.
Un bastone regge i passi lenti
lungo la strada dove nessuna voce grida,
dove dalle fessure di serrande alle finestre
gli occhi delle case guardano nel vuoto
storie di uomini smarritesi negli anni.
La ragazza poggia in un angolo la sedia
la dispiega al sole e lentamente il vecchio
siede e narra.
Legge tra le pagine del libro, sfoglia con stupore
immagini invisibili
scandisce con i gesti i giorni andati e il tempo.
Le parole, vibrano come api intorno al miele dei ricordi,
scorrono nell’aria, le inseguono le mani
ne disegnano i contorni, le trattengono.
nel timore di perderle nel nulla.
Terse, tiepide, rotonde volano sulle labbra alla ragazza,
le lasciano il sapore di un mondo sconosciuto
e tracce misteriose d’una felicità raggiunta.
Lei serra occhi e labbra, le ripete sorridendo,
vede all’improvviso la propria giovinezza
infrangersi nel fuoco del tramonto che le sta d’innanzi.

~~

Il miele dei ricordi
MARCELLO COMITINI ©

L’ultimo video – Marcello Comitini

L’ultimo video

 / MARCELLO COMITINI da qui: https://marcellocomitini.wordpress.com/2021/03/10/lultimo-video/

Edvard Munch, La fanciulla malata, 1885-86

Sparire per farsi comprendere.
Lo racconto a parole, se hai pazienza.
Ma se punti l’obiettivo ti mostro
anche il viso gli occhi e il cuore. Ecco, così.
Fai un passo in avanti per inquadrare meglio
la bocca e gli occhi. Mi vedi?
Stai puntando proprio me o la lente
tonda e scura come le pupille di bue confonde
le crepe del muro con i solchi del viso?
Perché una nuvola che sfuma in bel disegno
si scioglie nell’incanto del cielo?
Dopo tanto cammino tra le nebbie
dolcissime dell’altitudine, poi lento e paziente
perché un fiume si disperde nel mare?
La morte genera vita – non quella
che non sono stato capace di vivere,
quella che volontariamente o meno ho generata,
quella stanca che abita il corpo e la mente -.
Quella nera che giorno dopo giorno
mi hanno aiutato a iniettarmi
che tanto sapore di morte possiede. Quella
che neppure riuscivano a vedere
con i loro silenzi l’indifferenza
la loro commiserazione.
Rispondere al pianto con una parola
una pacca sulle spalle un abbraccio
mentre i loro occhi spaziano
in un mondo a me estraneo e lontano
mi ha aiutato vedere quanto deserto
e desolazione sta nella notte che mi avvolge.
Mai nessuno mi ha visto. Anche tu
amore mio
che punti l’obiettivo, freddo come la canna
di pistola che la mia codardia ha allontanata. L’altra tua
pupilla, non quella che si sta specchiando cieca
nel riflesso oscuro del mirino, è cieca
dietro la palpebra chiusa. Guarda
– luna che ascolti il canto del cigno –
le labbra si schiudono fameliche
a inghiottire questa manciata di sassolini bianchi
raccolti nel palmo della mano. Ascolta
il gorgogliare inebriante del fiume,
che accompagna il loro scendere
lungo la gola. La prima mossa è fatta.
Ora lentamente ne lascio scivolare altri
nella bocca a labbra chiuse.
Uno ad uno come l’eco di una ninnananna
della madre che si allontana o si addormenta.
Accompagna se puoi con gli occhi accecati di lacrime
il mio lento scivolare, il lento
sciogliermi nel mare dell’oblio. Ma non spegnere
la telecamera. Lascia che questo video
abbia un finale muto. Una luce
che si abbuia senza la parola fine. Ecco,
ti ho mostrato come ci uccidono.

MARCELLO COMITINI TRADIMENTI

MARCELLO COMITINI – TRADIMENTI © 10 febbraio 2021
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt : Lamentate / Olga Scheps, piano
Lithuanian National Symphony Orchestra

Foto di Noell S. Oszvald

~~~~~~

Parole memorabili indugiano
con la penna ad ogni sillaba
o al lento ticchettio della tastiera,
nel bruciare delle pupille
tra battiti del cuore e artrosi delle dita.
Parole come schiuma dal mare del passato
o pietre cadute dal declivio dei giorni,
antichi pensieri sfuggiti all’arte dell’oblio
per ricordare meglio
tutto quel che si è perduto
a trattenere quell’amaro in bocca.
Sto parlando dei tuoi tradimenti
della veste che frusciava nel fuggire
del tuo sorriso che ingannava il desiderio.
Ora mi accompagni in silenzio mentre scrivo
come se l’amore travisando la memoria
potesse ancora
risvegliare prati nuovi e fiori.

Marcello Comitini, Tradimenti © 10 febbraio 2021

CHARLES BAUDELAIRE – IL GUSTO DEL NULLA

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini / Edizioni Caffè Tergeste
EDIZIONE 1861
Poesie aggiunte alla seconda edizione

SPLEEN E IDEALE
LXXX IL GUSTO DEL NULLA

LE GOÛT DU NÉANT

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Arvo Pärt – Fratres, for violin, string orchestra and percussion
Gil Shaham, violin – Roger Carlsson, percussion
Gothenburg Symphony Orchestra, Neeme Järvi

~~~~~~~~~~

Spirito triste, un tempo innamorato della lotta,
la Speranza, che t’incitava con il suo sperone,
non vuol più cavalcarti! Sdràiati senza pudore,
vecchio cavallo il cui piede inciampa ad ogni passo.

Rassègnati, o cuore, dormi il sonno del bruto.

Spirito vinto, sfinito, per te, vecchio ladro,
l’amore non ha più gusto, non ha più gusto la lotta.
Addio, dunque, squilli di tromba, sospiri di flauto!
Non tentate più, piaceri, un cuore triste e buio!

La Primavera adorabile ha perduto il profumo!

E il Tempo mi inghiotte, attimo dopo attimo,
come neve profonda un corpo irrigidito.
Dall’alto contemplo la rotondità della terra
e non vi cerco più il riparo di una capanna.

Nel cadere vorresti portarmi via, valanga?

MARCELLO COMITINI – IMMAGINE

MARCELLO COMITINI
IMMAGINE
© 16 gennaio 2021

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Giorgio de Chirico
Autoritratto con la propria ombra, c. 1920

Sabbatical by Cedar Walton

~~~~~~~~

Qualcuno dagli occhi abbagliati
dall’insolita luce che dallo specchio
si riverbera nella stanza,
qualcuno che credevo svanito senza rimpianti
mi appare innanzi silenziosamente
nello spazio brunito dell’ombra
come l’argento della luna ai vetri della finestra.
L’immagine duplica se stessa
come se avesse un segreto
da svelare. Di chi?
Di me o dell’immagine
che credevo morta?
Di profilo di fronte ci somigliamo,
siamo l’ombra l’uno dell’altro,
ma lui era nato per conquistare il mondo
con una pietà priva di lacrime,
non ha abbandonato mai nessuno
ma sa svanire
come svanisce la nuvola se non la guardo.
E adesso torna a cercare nel mio passato
con il suo sguardo che attraversa la nebbia
tra i suoi occhi e l’orizzonte.
Un vuoto una solitudine
penetra il mio cuore mentre mi guardano
un silenzio una traccia di un dolore represso.
Immagine della mia immagine
o verità che rifiuto di riconoscere?

Marcello Comitini, Immagine © 16 gennaio 2021

Marcello Comitini – Lettera a…

Marcello Comitini – Lettera a… © 06/01/2021

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Particolare da: Uomo che scrive una lettera (1660)
Jacob Levecq

MEDITATION – Paul HINDEMITH
Viola – Flora VAN LEEUWEN
Piano – Marc VAN MOERKERCKE

~~~~~~~~

Lettera a …

Da anni ti attendo in silenzio. Tu vieni
quando vorrai. So che verrai. Sei
la terra su cui poggio i piedi
il ramo da cui guardo il mondo.
Ma il giorno in cui mi sarai accanto
come una madre raramente amata
con l’agonia del figlio tra le braccia
non riuscirò a vederti. Ti sentirò soltanto.
A bocca spalancata e muta ti dirò eccomi.
Basta il movimento delle labbra. Le parole
non servono. Sorda ad ogni voce
umana o non umana
sollecita soltanto ai sospiri dell’anima.
I tuoi occhi volti all’indietro
nel non luogo della notte
mi riconoscono. Mi chiamerai per nome?
Quando verrai sarà un giorno tranquillo
simile a quello che mi ha visto nascere.
Nelle luci soffuse il parlare sottovoce
di uno sparuto coro accoglierà il tuo arrivo.
Un sommesso lamento qualche lacrima lenta.
Mi sarà data in dono
come Orfeo a Euridice
una rosa da custodire tra le mie mani sul petto.
E tu in piedi davanti al mio corpo
disteso sulla terra bianca delle lenzuola
somiglierai al mio sogno di donna
che mai mi ha stretto tra le sue braccia.
Quando verrai il tuo sorriso sarà l’invito
a rifugiarmi tra le tue. Sono fredde
ma mi faranno fremere perché è da tempo
che attendo di ricongiungermi
al buio caldo e umido del tuo corpo.
Vieni quando vorrai.
Sarai la serenità che ho atteso per aprire le ali.

Marcello Comitini – Lettera a… © 06/01/2021

MARCELLO COMITINI – NEL VENTO

Marcello Comitini
Nel vento

Lettura di Luigi Maria Corsanico

da qui: https://marcellocomitini.wordpress.com/2020/12/28/nel-vento/

Maurice Ravel
Rapsodie espagnole N°1
-Prélude à la Nuit-
The Cleveland Orchestra / Vladimir Ashkenazy

Fotografia di L.M. Corsanico

~~~~~~~~

Sei tra le mie braccia, nuvola che fuggi
nel tempo e nello spazio
spinta via dal vento e fuggendo
piangi l’essenza che si scioglie.
Dall’alto vedi gli alberi contorcersi
nello sforzo di staccare le radici e volare,
l’erba selvatica bere allegramente le tue lacrime,
la città fusa nel vetro come una pietra lucida
dal cuore freddo e immobile
che attende il tuo svanire.
Uomini che imprecano a te e al vento
all’ottuso scorrere del tempo
altri che inneggiano e vorrebbero strapparsi
dalla terra essere come te che fuggi.
Ma senz’orma il vento ti dissipa
e ti dimenticano gli uomini in cerca altrove
di un avversario o di un conforto.
Rimani tra le mie braccia come un sogno pensato
come un’immagine della vita e dell’uomo
paurosi e fragili, spinti dal vento inesorabile.

©Marcello Comitini, Nel vento. 28/12/2020