Charles Baudelaire – Elevazione

Charles Baudelaire
Elevazione

Traduzione di Marcello Comitini
da “Spleen e Ideale”, in “I fiori del male”


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Adagio – Domenico Zipoli (extrait)
Hautbois: Pierre Pierlot, violoncelle: Bernard Fonteny,
orgue: Anne-Marie Beckensteiner,
ORCHESTRE DE CHAMBRE JEAN-FRANCOIS PAILLARD,
CONDUCTOR: Jean-Francois Paillard


Fotografie di L.M.Corsanico

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III

ELEVAZIONE

Al di sopra di laghi e di montagne,
del mare, dei boschi e delle nuvole,
al di sopra del sole, oltre lo spazio,
al di là dei confini delle sfere celesti

navighi, mio spirito con agilità.
Nuotatore eccellente che gode dell’onda,
solchi allegramente l’immensità profonda
con un’indicibile e maschia voluttà.

Innàlzati ben lontano dai miasmi pestiferi
vai a purificarti nell’aria superiore,
e bevi, come liquore puro e divino,
il limpido fuoco degli spazi cristallini.

Abbandonando le noie e le profonde tristezze
che rendono pesante l’esistenza brumosa,
felice colui che può con ali vigorose
slanciarsi verso campi luminosi e sereni,

colui i cui pensieri, simili alle allodole,
liberi si slanciano verso i cieli al mattino,
– chi plana sulla vita e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!

Charles Baudelaire – L’albatro

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
Edizioni Caffè Tergeste


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Richard Wagner – Tannhäuser
Lied an den Abendstern
London Symphony Orchestra

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EDIZIONE 1861
Poesie aggiunte alla seconda edizione
SPLEEN E IDEALE
II
L’ALBATRO

Spesso per divertirsi, gli uomini d’equipaggio

catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari

che seguono indolenti compagni di viaggio,

lo scorrere della nave sugli abissi terribili.

Non appena deposti dai marinai sulle plance,

questi prìncipi dell’aria, maldestri e vergognosi

lasciano cadere le grandi ali bianche

come remi trascinati pietosamente ai fianchi.

Com’è goffo e molle il viaggiatore alato,

Lui, così elegante, com’è comico e brutto!

Uno con la pipa gli stuzzica il becco

l’altro mima zoppicando l’infelice che volava!

Al principe delle nuvole è simile il Poeta

che vive nella tempesta e non si cura dell’arciere;

esiliato sulla terra in mezzo agli improperi,

le sue ali di gigante gl’impediscono di andare.


Nell’edizione del 1861 questa poesia sostituì Le Soleil che fu inserita nella sezione Tableaux Parisiens

Charles Baudelaire – Spleen LX

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Richard Wagner
Wesendonck Lieder, Träume
Jill Valentine, viola
Madeline Slettedahl, piano

Sono pieno di ricordi come avessi mille anni.

Un mobile enorme con cassetti colmi di versi,
bilanci, processi, romanze, dolci biglietti
con spesse ciocche di capelli avvolte nelle quietanze,
nasconde meno segreti del mio triste cervello.
È una piramide, un immenso sepolcro nascosto
che contiene più morti di una fossa comune.
Io sono un cimitero che la luna rifugge,
dove lunghi versi, strisciando come rimorsi,
si accaniscono sempre sui miei morti più cari.
Sono una vecchia stanza piena di rose appassite
dove giacciono in gran disordine modelli superati,
dove pastelli lacrimosi e pallidi Boucher
aspirano il profumo vecchio di un flacone aperto.
Nulla eguaglia in lunghezza queste giornate assurde
quando sotto i fiocchi pesanti di nevose annate
la noia, frutto della piatta apatia,
assume le dimensioni di un essere immortale.
— Ormai tu non sei, o materia vivente,
che una roccia circondata da spaventose onde,
una roccia assopita in fondo a un Sahara brumoso,
una vecchia sfinge ignorata da un mondo senza pensieri,
dimenticata dagli atlanti, e dall’umore scontroso
che canta solamente ai raggi del tramonto.