CHARLES BAUDELAIRE – L’IRRIMEDIABILE

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
SPLEEN E IDEALE

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Zoltán Kodály
Sonata in B minor for solo cello, Op.8
Pierre Fournier, cello

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LXIV
L’IRRIMEDIABILE

Un Essere, una Forma, un’Idea
Staccato dall’azzurro e caduto
in uno Stige plumbeo e fangoso
dove non penetra alcun occhio del Cielo,

Un Angelo, viaggiatore imprudente
che ha tentato di amare il diverso,
come un naufrago che si dibatte
in fondo a un incubo enorme,

lottando, angosce funebri!
contro un gigantesco vortice
e annaspa nelle tenebre
cantando come i folli.

Un infelice trasognato
nei suoi inutili dubbi,
per fuggire da un covo di rettili
cercando luce e via di fuga.

Un dannato che senza lampada scende
nel crinale di un abisso il cui odore
tradisce l’umidore profondo
d’ interminabili scale prive di rampe,

dove vegliano viscidi mostri
i cui larghi occhi di fosforo
Fanno ancora più nera la notte
e visibili solo se stessi.

Una nave bloccata nel ghiaccio
come dentro una trappola di cristallo
cercando da quale rotta fatale
è caduta in quella prigione.

— Simboli chiari, quadri perfetti
di un destino senza rimedio,
che invita a pensare che sempre
ciò che il Diavolo fa è ben fatto!

Incontro limpido e cupo
quello di un cuore che si specchia in se stesso!
Pozzo di Verità chiaro e nero
dove trema una livida stella,

un faro infernale ed ironico,
fiaccola di grazie sataniche,
unica gloria e conforto
— la coscienza nel Male!

CHARLES BAUDELAIRE – LA BELLEZZA

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Claude Debussy – “Beau Soir”
Jairo Chaves (Viola)
Irina Ratcheva (Piano)

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE

XVII
LA BELLEZZA

Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra
e i miei seni, in cui tutti vanno a turno a ferirsi,
sono fatti per ispirare al poeta un amore
silenzioso ed eterno come la materia.

Sfinge incompresa, troneggio nell’azzurro;
unisco un cuore gelido al candore dei cigni;
odio il movimento che scompone le linee
e non piango e non rido.

I poeti, dinnanzi alle mie pose solenni
che sembrano imitare i più fieri monumenti,
consumeranno i loro giorni in studi severi

perché ho, per attrarre questi docili amanti,
specchi puri che fanno ogni cosa più bella
i miei occhi, i miei occhi luminosi d’eterno.

Charles Baudelaire – Canto d’autunno

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – “Tristan und Isolde” (excerpt)

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EDIZIONE 1861
SPLEEN E IDEALE

LVI
CANTO D’AUTUNNO

I

Piomberemo a breve nelle fredde tenebre.
Addio vivida luce delle nostre estati troppo brevi!
Sento già cadere con funerei colpi
la legna che rimbomba sul lastrico dei cortili.

L’inverno intero sta per entrarmi nel cuore:
collera, odio, fremiti, orrore, lavoro duro e forzato,
e come il sole nel suo inferno polare,
il mio cuore sarà soltanto un sasso rosso e gelido.

Ascolto con tremore ogni ceppo che cade:
non ha eco più sorda innalzare un patibolo.
Il mio spirito è simile a una torre che crolla
sotto i colpi dell’ariete infaticabile e pesante.

Mi sembra, cullato dai colpi monotoni,
che in qualche luogo si chiuda in gran fretta una bara.
Per chi? Ieri era estate ed ecco l’autunno!
Questo rumore misterioso suona come un addio.

II

Amo dei tuoi lunghi occhi i verdi bagliori
dolce bellezza, ma tutto oggi mi è amaro,
e nulla, il tuo amore, l’alcova o il focolare
vale come il sole sfavillante sul mare.

E tuttavia amami, fammi da madre, tenero cuore,
anche per un ingrato, anche per un malvagio.
Amante o sorella, sii la dolcezza effimera
d’un glorioso autunno o di un sole al tramonto.

Compito breve! L’avida tomba attende!
Ah! Lasciami, la fronte sulle tue ginocchia,
gustare nel rimpianto dell’estate bianca e torrida,
il raggio giallo e dolce dell’autunno pieno.

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CHARLES BAUDELAIRE – IL NEMICO

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – Lohengrin Prelude Act 1

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SPLEEN E IDEALE
X
IL NEMICO

Fu la mia giovinezza una tempesta oscura
traversata qua e là da soli luminosi.
Tuono e pioggia hanno fatto tali disastri
che restano nel giardino pochi frutti vermigli.
Ecco già ho toccato l’autunno delle idee
e occorrerà usare pala e rastrello
per rimettere in ordine le terre inondate
dove l’acqua ha scavato buche come tombe.
E forse i nuovi fiori da me ancora sognati
troveranno nel suolo lavato come un greto
il mistico alimento che dia loro vigore?
— O dolore! o dolore! rode il Tempo la vita
e l’oscuro Nemico, che ci rosicchia il cuore
col sangue che perdiamo, cresce e si fortifica!

CHARLES BAUDELAIRE – L’ENNEMI

CHARLES BAUDELAIRE – LES FLEURS DU MAL
SPLEEN ET IDÈAL
X
L’ENNEMI

Lu par Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner – Lohengrin Prelude Act 1}

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Ma jeunesse ne fut qu’un ténébreux orage,
Traversé çà et là par de brillants soleils ;
Le tonnerre et la pluie ont fait un tel ravage
Qu’il reste en mon jardin bien peu de fruits vermeils.
Voilà que j’ai touché l’automne des idées,
Et qu’il faut employer la pelle et les râteaux
Pour rassembler à neuf les terres inondées,
Où l’eau creuse des trous grands comme des tombeaux.
Et qui sait si les fleurs nouvelles que je rêve
Trouveront dans ce sol lavé comme une grève
Le mystique aliment qui ferait leur vigueur ?
— Ô douleur ! ô douleur ! Le Temps mange la vie,
Et l’obscur Ennemi qui nous ronge le coeur
Du sang que nous perdons croît et se fortifie !

Charles Baudelaire – LXXVI, LA MUSICA

REGISTRATO IL 1° AGOSTO 2018

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Debussy: Petite Piece.
Richie Hawley, Clarinet
Brian Connelly, Piano

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE

LXXVI
LA MUSICA

La musica talvolta m’avvolge come un mare!
E dispiego le vele
sotto un cielo di nebbia o negli spazi immensi
verso la mia stella pallida.
Con il petto in avanti, gonfiando i miei polmoni
di pesante tela
salgo e discendo sui crinali di grandi monti
di acque sonore;
sento vibrare in me le identiche passioni
di una nave che soffre;
il vento favorevole, uragani e tempeste
sull’oscuro baratro
mi cullano, e talvolta la calma, — grande specchio
della mia disperazione!

Charles Baudelaire – XIV L’uomo e il mare

Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861

Traduzione di Marcello Comitini

© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Richard Wagner
Parsifal, Overture (excerpt)

Immagine di L.M. Corsanico

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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE

XIV

Uomo libero, sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’ infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine,
l’abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore
a volte si distrae dal proprio palpitare
al bombo di quel pianto indomabile e selvaggio.
Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi:
sconosciuto, uomo, il fondo dei tuoi abissi,
sconosciute, mare, le tue ricchezze intime,
tanto gelosamente custodite i segreti!
E tuttavia ecco che vi combattete
da infiniti secoli senza pietà né rimorso,
a tal punto amate le stragi e la morte,
o lottatori eterni, o fratelli implacabili!