EDGAR ALLAN POE – SOLO

Edgar Allan Poe
(Boston, 19 gennaio 1809 – Baltimora, 7 ottobre 1849)
Solo
Alone
Ricerca letteraria e traduzione
di Luisa Zambrotta ©2021

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin:
Romance (Arr. for Cello and Piano by Steven Isserlis)
Mischa Maisky · Lily Maisky

Un dagherrotipo di Edgar Allan Poe, scattato circa
nel giugno 1849 a Lowell nel Massachusetts.
È noto come Dagherrotipo “Annie”, perché fu
consegnato ad Annie L. Richmond, un’amica di Poe.

~~~~~~~~~~~

Edgar Allan Poe scrisse “Alone” nel 1829, poco dopo la morte della madre adottiva, Frances Allan, nell’album autografo di Lucy Holmes. La poesia non è mai stata stampata durante la vita di Poe. Fu pubblicata per la prima volta da E.L. Didier nella rivista letteraria “Scribner’s Monthly” nel settembre 1875, sotto forma di facsimile. Il facsimile, tuttavia, includeva l’aggiunta di un titolo e di una data non presenti sul manoscritto originale, appunto “Original”. Quel titolo era “Alone”, che così è rimasto.
Il manoscritto originale porta il numero 55 nell’angolo in alto a destra, come numero di pagina all’interno dell’album.
È uno scritto autobiografico in cui Poe esprime sentimenti intensi e conflittuali sulla sua infanzia e vita familiare, sottolineando la sua solitudine, isolamento e differenza.
Abitava in un mondo completamente diverso, in cui viveva le cose in modo molto più intenso e immaginoso rispetto alle altre persone. Se quel senso di essere diverso può essere visto come una benedizione, la fonte del suo potere visionario, può diventare anche un peso che lo mette in contatto con le misteriose profondità della sua anima. Una sorta di maledizione poiché la sensazione di essere intrappolato dalle sue percezioni potrebbe fargli sentire di vivere in un inferno.

Luisa Zambrotta

~~~~~~~

Sin dall’infanzia non ero
come gli altri — non vedevo
come gli altri — non sapevo
attingere le passioni da una fonte comune —
Dalla stessa sorgente non sgorgava
il mio dolore — non si destava
allo stesso modo il mio cuore alla gioia
e tutto ciò che ho amato –io l’ho amato da solo —
Allora – nella mia infanzia — all’albeggiare
di una vita tempestosa — scaturì
dall’abisso del bene e del male
il mistero da cui ancor mi sento imprigionare —
dal torrente, o dalla fontana —
dalla vermiglia rupe montana —
dal sole che mi rotolava attorno
nella sua sfumatura d’oro autunnale –,
dal fulmine nel cielo
che accanto a me correva —

Solo (Alone), traduzione di Luisa Zambrotta ©2021

“Original” by Edgar Allan Poe (later titled, “Alone”), circa 1829. Lucy Holmes Balderston Album. The album is 8×5 inches in full leather containing 258 pages, some unused. An autograph album, with 76 poems and drawings contributed by friends, mostly in Baltimore, from 1826-1848.

10 pensieri su “EDGAR ALLAN POE – SOLO”

  1. Edgar Allan Poe, “Singur – Solo – Alone”

    În copilărie eu nu eram
    ca alții – eu nu vedeam
    ca alții – simțirile nu-mi veneau
    din același izvor ca la alții.
    Durerea-mi nu se ivea din același
    izvor ca la alții – inima mea
    nu bătea la fel cu a altora.
    Tot ce-am iubit numai eu iubeam –
    Apoi – copil încă fiind, în zorii unei
    furtunoase vieți – atunci mi se ivi,
    din prăpastia binelui și a răului,
    misterul cu care-s încă înlănțuit –
    din râuri ori din fântâni,
    din stânca muntelui roșu,
    din soarele-n juru-mi rostogolit
    în aurul toamnelor -,
    din fulgerul cerului
    pe lângă mine zburând,
    din tunete și din furtună,
    din norul din mine luându-și conturul
    (pe când tot cerul era albastru)
    din demonii minții mele.

    -traducere de Catalina Franco-
    **
    Sin dall’infanzia non ero
    come gli altri — non vedevo
    come gli altri — non sapevo
    attingere le passioni da una fonte comune —
    Dalla stessa sorgente non sgorgava
    il mio dolore — non si destava
    allo stesso modo il mio cuore alla gioia
    e tutto ciò che ho amato –io l’ho amato da solo —
    Allora – nella mia infanzia — all’albeggiare
    di una vita tempestosa — scaturì
    dall’abisso del bene e del male
    il mistero da cui ancor mi sento imprigionare —
    dal torrente, o dalla fontana —
    dalla vermiglia rupe montana —
    dal sole che mi rotolava attorno
    nella sua sfumatura d’oro autunnale –,
    dal fulmine nel cielo
    che accanto a me correva —

    -traduzione di Luisa Zambrotta-
    **

    From childhood’s hour I have not been
    As others were—I have not seen
    As others saw—I could not bring
    My passions from a common spring—
    From the same source I have not taken
    My sorrow—I could not awaken
    My heart to joy at the same tone—
    And all I lov’d—I lov’d alone—
    Then—in my childhood—in the dawn
    Of a most stormy life—was drawn
    From ev’ry depth of good and ill
    The mystery which binds me still—
    From the torrent, or the fountain—
    From the red cliff of the mountain—
    From the sun that ’round me roll’d
    In its autumn tint of gold—
    From the lightning in the sky
    As it pass’d me flying by—
    From the thunder, and the storm—
    And the cloud that took the form
    (When the rest of Heaven was blue)
    Of a demon in my view—
    ❤ Grazie!

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