Fernando Pessoa – Monologo nella Notte

Fernando Pessoa – Monologo nella Notte
(Monólogo na Noite)
FERNANDO PESSOA
FAUST
Edizione italiana con testo a fronte
a cura di MariaJosé de Lancastre
Trascrizione del manoscritto originale
di Teresa Sobral Cunha
GIULIO EINAUDI EDITORE

Lettura di Luigi Maria Corsanico

György Ligeti
Lux Aeterna (1966)
arranged by Shea Lolin

~~~~~~~

FAUST
ATTO TERZO

*
Monologo nella Notte

Sono la Coscienza in odio all’incosciente.
Sono un simbolo incarnato in dolore e in odio,
brandello d’anima di ipotetico Dio
scaraventato nel mondo
con la nostalgia pavida della patria
al cui orrore tremo se penso di tornare
ma senza nulla ( … ) dell’illusione
per vivere in questo esilio. Amore,
pace, amicizia, tutto quanto aiuta
a vivere la menzogna dell’universo
mi viene meno e io ( … )
Oh sistema simulato dell’universo
stelle-nienti, soli irreali
oh, con quale odio carnale e frastornante
il mio essere di esiliato vi odia.
Io sono l’inferno. Sono il Cristo negro
inchiodato sulla croce ignea di me stesso.
Sono la scienza che ignora;
sono l’insania del dolore e del pensare
sopra il libro dell’orrore del mondo.
Poiché sono stato io, maledetto orrore
che mi hai fatto essere e al quale non posso
pensare per maledirti, o per credere
in te; cosi pieno di coscienza e di misura
da non essere accecato dall’odio, da capire
che non so chi sei, da sapere
se almeno potrò pensare di odiarti.

~~~~~~

Monólogo na Noite

Sou a Consciência em Ódio ao inconsciente.
Sou um símbolo encarnado em dor e ódio
Pedaço d’alma de possível Deus
Arremessado para o mundo
Com a saudade pávida da pátria
A cujo horror tremo ao pensar voltar
Mas sem nada (…) da ilusão
Para viver neste desterro. Amor,
Paz, amizade, tudo quanto ajuda
A viver a mentira do universo
Falha-me e eu (…)

Ó sistema mentido do universo
Estrelas-nadas, sóis irreais
Oh com que ódio carnal e estonteante
Meu ser de desterrado vos odeia.
Eu sou o inferno. Sou o Cristo negro
Pregado na cruz ígnea de mim mesmo
Sou o saber que ignora;

Sou a insânia da dor e do pensar
Sobre o livro de horror do mundo.

Por que fui eu, amaldiçoado horror
Que me fizeste ser e que eu nem posso
Pensar para te amaldiçoar, ou crer
Em ti, tão cheio do consciente e mensurante
Que o ódio me não cegue para ver
Que não sei que tu és para saber
Se sequer poderei pensar odiar-te.

Fausto – Tragédia Subjectiva. Fernando Pessoa. (Texto estabelecido por Teresa Sobral Cunha. Prefácio de Eduardo Lourenço.) Lisboa: Presença, 1988. – 112.

(…) parole illeggibili/incerte nel manoscritto originale.

5 pensieri su “Fernando Pessoa – Monologo nella Notte”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...