CESARE PAVESE – “..donnette l’hanno fatto.” IL MESTIERE DI VIVERE/Diario, 22 giugno – 18 agosto 1950

CESARE PAVESE (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950)

IL MESTIERE DI VIVERE
Diario, 22 giugno – 18 agosto 1950
Lettura di Luigi Maria Corsanico

CESARE PAVESE
IL MESTIERE DI VIVERE
1935-1950
1952 Giulio Einaudi editore s. p. a., Torino

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Marcello Comitini, 27 agosto 2020

Nel ritratto che Natalia Ginzburg traccia nel suo libro “Lessico Familiare” del 1963, gli ultimi gesti di Pavese sono ricordati come quelli di “uno che prepara e predispone il corso di una passeggiata o una serata.” E subito dopo precisa che “In lui la paura era più grande che in noi: era in lui la paura, il vortice dell’imprevisto e dell’inconoscibile, che sembrava orrendo alla lucidità del suo pensiero”. Leggendo con tono asettico le sue opere, vi scorgeremmo anche noi quel sorriso maligno che la Ginzburg scopre più volte sul viso di Pavese.

Quel sorriso che Fernanda Pivano ( amata da Pavese senza esserne corrisposto) in un articolo sul Corriere della Sera del 25/8/2000 definisce tuttavia carico di “humour brusco”. La scrittrice inoltre ricorda la vita di Pavese come la lotta di un uomo concreto contro la disperazione, ma anche di uno scrittore che ha il gusto della narrazione e che annota il 12 aprile 1941: «Uno dei meno osservati gusti umani è quello di prepararsi degli eventi a scadenza, di organizzarsi un gruppo di accadimenti che abbiano una costruzione, una logica, un principio e una fine. ».

Le annotazioni che Pavese scrive sul suo diario, soprattutto negli ultimi giorni, sono e rimangono la testimonianza intima di una vita, sia di uno scrittore  o di uno scienziato, che tesse con lucidità e determinazione la volontà di morire.

Di fronte al buio che la morte, o anche solo l’idea, porta con sé, credo che nessuno possa fare a meno di commuoversi considerando lo stato esistenziale e psicologico di chi decide di non continuare più una vita che gli ha mostrato e gli mostra una serie infinita di sconfitte.

Ed è questo il tono con cui Luigi rivolge a noi questa lettura. Un tono meditato e meditativo che vuole aprire con voce pensosa, uno spiraglio di pietà per un gesto ignorato prima, incomprensibile poi ai più, e spesso ritenuto da costoro inaccettabile.

6 pensieri su “CESARE PAVESE – “..donnette l’hanno fatto.” IL MESTIERE DI VIVERE/Diario, 22 giugno – 18 agosto 1950”

  1. L’ha ripubblicato su marcellocomitinie ha commentato:
    Il tono con cui Luigi rivolge a noi questa lettura è quello meditato e meditativo che vuole aprire con voce pensosa, uno spiraglio di pietà per un gesto ignorato prima, incomprensibile poi ai più, e spesso ritenuto da costoro inaccettabile.
    Oggi Luigi sul suo blog ed io sul mio (col titolo “Non scriverò più”) ricordiamo insieme la vita tragica di questo grande e infelice autore.

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