CHARLES BAUDELAIRE – A UNA PASSANTE

Charles Baudelaire
I fiori del male

1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste

Quadri parigini (Tableaux parisiens)
XCIII
A UNA PASSANTE
(À une passante)

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Lionello Balestrieri
Une femme dans une rue parisienne de nuit, 1924

Parisienne sur la place de la Concorde
Jean Béraud, vers 1885

Maurice Ravel, Prélude en la mineur
Katia Labèque, piano

~~~~~~~~

Intorno mi assordava la strada con clamore.
Alta, magra, nel lutto di un dolore maestosa,
una donna che passava, con elegante mano
sollevò l’orlo della gonna vaporosa:

una gamba armoniosa, agile e scultorea.
E io, io bevevo, teso come un ossesso,
nel cielo livido dei suoi occhi, dove germina l’uragano,
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.

Un lampo … poi la notte! Fuggitiva bellezza,
il cui sguardo mi ha fatto rinascere all’improvviso,
mai più t’incontrerò che nell’eternità?

Altrove, troppo tardi, certo più lontano, forse giammai!
perché ignoro dove fuggi, e tu non sai dove vado,
tu che avrei amato, tu che lo sapevi!

9 pensieri su “CHARLES BAUDELAIRE – A UNA PASSANTE”

  1. Quando ero giovane più di Baudelaire quando ha composto questi versi, anch’io ho incontrato lo sguardo dolce e incantevole di una “Passante” ai piedi della gradinata che s’inerpica verso una chiesa settecentesca della mia città. Sul momento ho pensato soltanto a lei, alla sua bellezza, al fascino che la sua persona esercitava su di me. Mi sono meravigliato e quasi scandalizzato dall’intensità dei miei sentimenti e della loro persistenza. Scandalizzato e vergognato come un’intrusione nella vita di quella ragazza. A distanza di anni però, quasi un secolo direi, la luce dei suoi occhi grigioverdi ancora mi affascina come se non avessi mai smesso di guardarli. E traducendo questi versi la figura della passante si è arricchita della visione, ahimè solo nella mia fantasia, della sua gamba “armoniosa, agile e scultorea”, completando l’immagine che custodisco di lei. Ma non solo l’immagine. Anche il sentimento si è arricchito di quella malinconia, che meravigliosamente esprime Baudelaire, della fugacità decretata dal destino, tra due persone che si amano senza neppure conoscersi. Un amore nato non per quel che volgarmente viene definito colpo di fulmine ma per quella profonda affinità che lega due persone colpite dal lutto doloroso della vita, che chiedono alla vita di restituire quel aveva promesso e poi tolto: la felicità.
    Questa malinconia, questo profondo desiderio d’amore sorge dalla tua voce, Luigi, con la stessa intensità che hanno invaso il cuore del Poeta maledetto, com’è stato definito ingiustamente (non smetterò mai di sottolinearlo).
    E anche di questo devo ringraziarti, Luigi, perché le tue letture di Baudelaire mettono in evidenza quel suo lato profondamente immerso nell’umano, che pochi poeti posseggono. Potrei dire nessuno?

    Piace a 3 people

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