Mario Luzi – Quei vasi di lacrime

MARIO LUZI
DOTTRINA DELL’ESTREMO PRINCIPIANTE
Floriana
Quei vasi di lacrime

da: POESIE ULTIME E RITROVATE
a cura di Stefano Verdino
Garzanti

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Johan Halvorsen – Passacaglia in sol minore
su un tema di Haendel per violino e viola
Laura Marzadori violino
Simonide Braconi viola

~~~~~~~~~

Quei vasi di lacrime

dove li ha versati

il tempo

                          in quali acque

o arie li ha svuotati

o asciugati del loro

temporale ingombro?

Sì, rode le sue opere,

                         si nutre

delle sue macerie, sbriciola

ogni moto del cuore che fa nascere

il tempo,

                          dove sono quelle pene

e quelle gioie

oltre che nella loro perdita?

nel nulla no, nel più profondo essere.

15 pensieri su “Mario Luzi – Quei vasi di lacrime”

  1. Poesia dedicata da Luzi allo scorrere (rodere lui dice) del tempo. Ma il tempo rode? o corrode? e altro non leviga fino a farlo diventare pietra lucente?. Questo altro sono per me le gioie e le pene che non stanno nella perdita ma giacciono, esse pietre lucenti di ricordi , nel più profondo essere, che è immobile. Il tempo ci corre innanzi e noi corriamo dietro di lui affannati dal peso di quelle pietre. Ma senza il nostro essere cosa sarebbe?. Lo sa bene Luzi che si aggrappa all’essere. Ma l’essere immobile non è eterno. Dunque tutto termina nel nulla.
    Grazie di questa lettura, Luigi. La fede di Luzi consola. Solo lui?

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  2. Ciao Luigi, posso condividere testo e lettura chez moi?
    Spero di non avere difficoltà ‘tecniche’ con i rientri.
    In un sito l’ho trovata senza rientri e con il titolo “Delle segrete e silenziose lacrime”, in un altro addirittura con i versi tutti centrati (le solite porcheriole di internet, come se queste cose non avessero importanza…). Nell’edizione che ho io di Tutte le poesie (Garzanti, ristampa del 2007) purtroppo non c’è.
    E sono proprio contenta che, ancora una volta, tu abbia scelto Luzi. Grazie

    Piace a 1 persona

      1. Da buon toscano, Luzi era profondamente legato alla sua terra di origine, quella senese, e soprattutto a Pienza, splendida cittadina rinascimentale fondata da Papa Pio II Piccolomini. Lì il poeta vi si rifugiava ogni estate presso il vecchio seminario, ospite di un letterato, Don Fernaldo Flori («umile e coltissimo prete», così lo definisce lo stesso Luzi, pochi giorni dopo la sua morte avvenuta il 10
        febbraio 1996); a lui Luzi dedicherà il capitolo Floriana dell’ultima sua opera: “Dottrina dell’estremo principiante”.

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