MARCELLO COMITINI – Ritorno: un romanzo senza trama

MARCELLO COMITINI
Ritorno: un romanzo senza trama
© 2019


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Levon Minassian & Armand Amar – Ar Intch Lav Er


Immagine: Giacinto Platania, Etna – Eruzione del 1669, affresco del 1675

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Questo romanzo che sto leggendo è un mistero. Lo penso
sfogliando le pagine mentre passeggio
lungo la riva aspra e scoscesa
del lago del Salto senza alzare gli occhi. Non ha personaggi
e neppure una trama.
Alle mie spalle
un bosco denso di querce di faggi e castagni. Ai miei piedi
il lago ricorda che un uomo ha fermato il corso dell’acqua
con una barra di fuoco e cemento.
Nel silenzio degli alberi l’acqua ha creato
uno scenario ancora più bello. Un vento
leggero accompagna la mia lettura
come fossi sotto la lampada che oscilla sulla porta di casa.
Un romanzo
di albe e tramonti
di panorami da respirare fin dove si spinge lo sguardo
oltre le cime azzurre delle montagne, lungo le rive
di mari lucidi e turchesi.
Inizia così il mio ritorno in Sicilia,
al giardino di casa dove mio padre, con in testa il berretto
che portavano i contadini sulla soglia dei loro tuguri,
sedeva all’ombra secolare di un tiglio argentato,
circondato da vecchi Cavalieri Erranti.
Seduto
sulla tredicesima sedia della tavola rotonda,
narrava storie d’amore tra rumorose risate
e bagliori di spade e alabarde. Nei suoi occhi
erano ombre
con la parvenza di uomini vivi con i volti segnati
dagli elmi e le tuniche bianche
macchiate all’altezza del petto con croci di sangue.
Anche mio padre era un’ombra che si aggirava
per casa e in giardino
strappava qualche erba selvatica, seguiva le gesta dei grandi
persecutori, poneva domande
a cui nessuno sapeva rispondere.
Mio padre chiedeva alle ombre quanti anni mancassero
perché cessasse la guerra prima che il genere umano
finisse per essere estinto. Ma forse
non erano neppure domande.
Passeggiando mi chiedo
se nel romanzo troverò il ritorno di mia madre che mi abbraccia
e mi addita gli orizzonti che ho mancato nella mia vita
e sulla spiaggia dei miei pensieri solitari, la ballerina bianca
che si è fermata ad amarmi. Non ha paura
dell’uomo. L’uomo non esiste
tra le pagine di questo romanzo. C’è solo il ritorno alla mia finestra
spalancata a guardare da casa
il vulcano e i giganti
con un solo occhio di fuoco in mezzo alla fronte.
Dalle soglie delle loro caverne
ogni giorno scrutano fra le onde i neri e pesanti
brandelli di cuore scagliati nel mare. Nessuno risponde.
Il vulcano ammantato di neve innalza grigi sospiri di fumo
e allarga le braccia forti e rosse sulla tenera carne
delle campagne intorno, per coglierne i frutti
come soli al tramonto tra le cortine verdi degli alberi.

Leggo con estrema lentezza,
gusto il sapore
di ogni parola, di ogni riga, di ogni periodo,
di ogni pausa nei ritorni a capo, per sentire sino in fondo alla carne
l’attesa del momento in cui sarò certo di come andrà a finire.
Mi occorrerà del tempo e tanta volontà per resistere
alla fatica di tenere in mano le numerosissime
pagine di questo volume
pesante e unico. Faccio fatica a sfogliarlo. Passo
leggermente le dita da una pagina all’altra.
So che le pagine possono girarsi da sole
anche se dormo col capo ripiegato sul petto
e giungeranno alla fine di questo romanzo
senza spezzare i miei sogni.

10 pensieri su “MARCELLO COMITINI – Ritorno: un romanzo senza trama”

  1. Testo intenso e ricco di partiture emozionali, e l’interpretazione di Luigi ne esalta la fruibilità rendendolo immediato pronto ad essere gustato nella sua pienezza.
    Complimenti a Marcello per la scrittura e a te Luigi per aver dato vita al testo.
    Un caro saluto

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  2. Una lettura impeccabile per una scrittura che sa emozionare profondamente. Oramai la vostra collaborazione è perfetta. Un grande abbraccio ad entrambi . e grazie per essere quello che siete : due grandi della parola scritta e letta. Isabella

    Piace a 2 people

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