Emilio Piccolo – Ulisse

Emilio Piccolo (Acerra, 1951 -2012)
Ulisse


Lettura di Luigi Maria Corsanico


Pat Metheny – Don’t Forget

  • immagini dal web di proprietà degli Autori

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Ulisse

Io non sono mai partito da Itaca né ad Itaca sono mai tornato.
Non ho visto Priamo piangere sul corpo del figlio, né odorato
il profumo del legno con cui erano fatte le assi del cavallo
da cui sbucarono a notte i guerrieri che avrebbero distrutto
una città e fondato l’impero di una civiltà. Non ho rubato le armi
di Aiace né mai ho convinto Circe o Calipso a donarmi
per amore il corpo o la giovinezza, l’estasi o l’oblio.
A casa non ho mai avuto Penelope ad attendermi né Telemaco
ha mai cercato il padre che non sono mai stato. Sono arrivato qui per caso,
qui dove non fioriscono gli ulivi e le mandorle non hanno il sapore
dell’estate e della sete. Ho visto molto, ho visto troppo, o troppo
poco. Quanto basta per capire che in quel poco di spazio
che c’è tra un pianeta e le stelle c’è posto per tutto,
e che ogni giorno è felice se vuoi che lo sia,
e pieno di dolore, se non sai farne a meno.
Ora sogno di varcare un giorno le colonne d’Ercole
e d’incontrare, su una montagna bruna che esce dal mare,
un uomo che abbia il mio volto, le mie mani, i miei occhi
e mi dica: eri tu che io aspettavo, eri tu.
Non incontrerò mai quell’uomo, lo so,
ma a notte, mentre una donna che somiglia a Penelope
mi carezza con una tenerezza che Penelope non ha mai avuto,
sento che quell’uomo, nel buio, mi guarda
e mi parla di un‘isola lontana, dove non sono mai stato,
dove non andrò mai perché è tempo ormai
di essere felice, qui, in questa via chiassosa di Manhattan
dove guardando un fast food intuisci
che il tempo è un’invenzione degli dei
che hanno invidia per gli uomini che muoiono.

12 pensieri su “Emilio Piccolo – Ulisse”

  1. in fondo abbiamo tutti in noi un po’ di Ulisse, il desiderio di avventurarci nel mistero del non conosciuto. Oggi per fortuna abbiamo dei mezzi che ci consentono di viaggiare anche virtualmente, con un po’ di fantasia e tecnologia senza rischiare tutte le disavventure capitate a Odisseo. Bella proposta Luigi! Grazie

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      1. per quanto piacevoli possano essere certi luoghi lontani e come successo a te divenuti una seconda patria,le radici non si abbandonano mai. Anche se l’origine l’avessimo nel più piccolo paesello sconosciuto ai più, sarà sempre lì che i ricordi andranno.

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  2. Grande poesia e meravigliosa interpretazione. L’ascolto e la riascolto leggendola, mi bagno nei significati che parlano al mio cuore. Per quanto tempo dovrò viaggiare per scoprire che quello che mi giova é già qui accanto a me.
    Grazie Luigi, per questa intensità che mi rapisce e mi porta vicino al tuo cuore per una carezza di preghiera, affinché questo tuo canto continui ancora.
    Un caro saluto

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  3. Pingback: Controvento

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