MARCELLO COMITINI – IL COMMENSALE SCONOSCIUTO

MARCELLO COMITINI
IL COMMENSALE SCONOSCIUTO
©
dalla raccolta “Terra colorata” edizione 2014


Lettura di Luigi Maria Corsanico


J.S.Bach – Arioso, Cantata BWV 156 – Adagio

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Finite ciò che ho cominciato
di questo lungo giorno che svanisce.
Date l’ultima gamba al tavolo
aggiungete sulla tovaglia stesa
piatti bicchieri una bottiglia
rossa di vino dal profumo amaro.
Scioglietemi le mani e i piedi,
liberate le braccia che il destino 
ha incrociato dietro la mia schiena.
Mettetelo a sedere
questo mio corpo avvolto
nel sudario del tramonto
Poggiate di fianco ai piatti il palmo delle mani
rivolte verso il basso
a terra i piedi fermi nell’attesa 
del commensale sconosciuto.
Porterà il sale, la farina gialla
grappoli d’uva appena vendemmiata.
Avrà il costato aperto e le ginocchia sanguinanti.
Sarà l’istante in cui con dita scarne
m’indicherà la strada già percorsa.
E le mani trafitte riuniranno all’infinito
il non finito dono della vita.

dalla raccolta “Terra colorata” edizione 2014 ©

11 pensieri su “MARCELLO COMITINI – IL COMMENSALE SCONOSCIUTO”

  1. ascoltata e riascoltata una seconda volta per apprezzare al meglio anche l’intensità d’espressione del tuo volto che accompagna il suono in perfetta sintonia… una coinvolgente interpretazione, emotivamente trascinante, un grande applauso caro Luigi.

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  2. Carissimo Luigi, ti ringrazio sempre per queste letture che donano carne e sangue a tutti i brani che leggi, anche i più modesti come i miei. E più sono modesti più che ho coscienza devo ringraziarti, perché con la tua voce da cui sai diffondere il senso dell’umanità, li rendi grandi come quelli dei Grandi.

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  3. Metti una bella poesia, poi una voce calda e un’interpretazione profonda e il risultato é pura meraviglia.
    Se la giornata non gira per il verso giusto, allora una passeggiata tra queste pagine fornisce l’ossigeno per superare ogni barriera.
    Complimenti a Marcello per il testo e a Luigi per la recitazione.
    Un caro saluto

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  4. Avrà il costato aperto e le ginocchia sanguinanti.
    Sarà l’istante in cui con dita scarne
    m’indicherà la strada già percorsa.
    E le mani trafitte riuniranno all’infinito
    il non finito dono della vita.

    … Sembra rievocare l’immagine di Cristo. Il fianco aperto dalla lancia del soldato, dove scaturisce sangue e acqua, immagine della misericordia di Dio. Le ginocchia sanguinanti a causa delle cadute lungo la via che lo porta al calvario… Le mani trafitte sul legno della croce, mi fanno pensare, a Gesù sospeso tra cielo e terra. L’invito a vivere la vita in una dimensione verticale…

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